J’é ‘r masche. Misteri e memorie tra Langhe e Roero
Orari di apertura
- Venerdì: 15.00–19.00
- Sabato e domenica: 10.00–13.00 e 15.00–19.00
Dal 23 ottobre al 29 novembre 2026, Palazzo Banca d’Alba ospita una mostra dedicata alle masche e alle tradizioni della cultura popolare piemontese. L’inaugurazione, aperta a tutti, è in programma giovedì 22 ottobre alle ore 18.30.
Storie tramandate nelle case e nelle stalle, racconti di sortilegi e presenze misteriose, personaggi entrati nella memoria collettiva delle comunità. È questo l’universo che prende forma in “J’é ‘r masche. Misteri e memorie tra Langhe e Roero”, un percorso tra credenze, tradizioni e testimonianze delle Langhe e del Roero.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fondazione Banca d’Alba, Associazione Arvangia, Comune di Mango, Associazione Un Territorio, Comune di Gorzegno, Comune di Pocapaglia e Associazione Asfodelo, realtà che hanno messo a disposizione conoscenze, testimonianze e materiali legati alla memoria delle comunità locali.
Le masche appartengono a un immaginario nel quale si intrecciano il quotidiano e il misterioso, il mondo umano e quello naturale. Per generazioni, i loro racconti hanno alimentato paure, credenze e spiegazioni di eventi difficili da comprendere, diventando parte della cultura popolare delle Langhe e del Roero.
Il percorso espositivo approfondisce alcuni degli elementi che hanno contribuito a costruire questo immaginario, dal Libro del Comando, oggetto leggendario associato a incantesimi e sortilegi, alle credenze e ai pregiudizi che attribuivano alle masche la responsabilità di malattie, disgrazie e avvenimenti inspiegabili.
Accanto a questi temi trovano spazio figure e vicende legate al territorio, come la Masca Margherita, detta Ghitin, e Micilina, personaggio della tradizione di Pocapaglia legato alla memoria delle antiche persecuzioni per stregoneria e delle Rocche. Le loro storie raccontano il profondo legame tra l’immaginario popolare, i luoghi e le comunità che li abitano.
La mostra si apre inoltre ad altre espressioni della cultura popolare, come il Cantè j’euv, tradizione primaverile durante la quale gruppi di persone si recavano di casa in casa cantando e raccogliendo uova, in un momento di incontro e condivisione nelle comunità rurali piemontesi.
L’allestimento propone un’esperienza multimediale attraverso testi narrativi, immagini di grande formato, video ed elementi sonori. Al centro del percorso, uno spazio richiama l’atmosfera dei vecchi cortili, luoghi in cui le storie venivano raccontate e tramandate, dando vita a una dimensione di incontro e memoria condivisa.
La mostra vuole così riportare alla luce un patrimonio di storie e tradizioni che rischia di perdersi, valorizzando il lavoro di chi ancora oggi raccoglie, conserva e tramanda le testimonianze della cultura popolare. Un progetto che mette al centro il territorio e le persone che ne custodiscono la memoria, attraverso la collaborazione tra istituzioni e associazioni locali.
Evento organizzato da:
Banca d'Alba
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