Non ti curar di loro. Sergio Ragalzi: archeologia del possibile
Giovedì e venerdì: 15:00 – 19.30 Sabato e domenica: 10:00 – 12:30 / 15:00 – 19:30
Coro della Chiesa della Maddalena
Via Vittorio Emanuele, 28
Una mostra nell'ambito del festival Profondo Umano.
A cura di Jacopo Di Marco,
in collaborazione con Lunetta11 e Archivio Sergio Ragalzi
La mostra di Sergio Ragalzi affronta il tema della cura ribaltando la prospettiva. Invece che confortare, il suo lavoro turba, inquieta, interroga. Il nero domina su tutto senza lasciare spiragli alla vitalità del colore. Nel lavoro dell’artista tutto ruota attorno all’uomo e alle sue paure, ai suoi drammi, alle sue tragedie e ai pericoli connaturati al suo stesso esistere, come individuo e come specie. La prima azione per “curarsi” di qualcuno o di qualcosa è scegliere di guardare in quella direzione, di rivolgervi le proprie attenzioni. E Ragalzi, con le sue opere, esorcismi di paure recondite, ci chiede proprio questo: non girarsi dall’altra parte, guardare qualcosa che non è, ma potrebbe essere, per quanto difficile sia. Insomma, prenderci cura di noi prima che sia troppo tardi.
Sergio Ragalzi (1971-2024)
Nasce nel 1951 a Torino, città in cui si forma ed esordisce. Nel 1984 espone alla Galleria L’attico di Fabio Sargentini accompagnato da un testo del poeta Emilio Villa. Da lì la sua carriera si sviluppa tra Roma e Torino riscontrando riconoscimenti nazionali e internazionali.
Evento organizzato da:
Associazione Corale Intonando A. P. S.
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+39 333 1606452 -
Sito web
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